ME-008 FORTE Gonzaga - IQ9MK/P


Questo forte fa parte dell'articolato programma di rinnovamento delle fortificazioni delle principali città del Regno di Sicilia, avviato dall'imperatore Carlo V d'Asburgo dopo il viaggio nell'isola nel 1535, di ritorno dalla conquista di Tunisi e La Goulette, nella prospettiva di una difesa stabile dei territori dalle costanti incursioni dei pirati ottomani. Il Vicerè di Sicilia Don Ferrante Gonzaga, al cui nome è legata la struttura messinese, dispose l'attuazione del piano imperiale affidandone la realizzazione all'ingegnere bergamasco Ferramolino.
Questi introdusse in Sicilia i sistemi di difesa che già venivano usati nel nord Italia, collegati all'uso di nuovi strumenti di guerra. Le vecchie cortine murarie alte e merlate di origine medioevale vennero riadattate o sostituite con mura più basse e inclinate, per meglio assorbire il tiro quasi orizzontale delle artiglierie del tempo. Le obsolete torri difensive a pianta quadrata vennero sostituite da un nuovo elemento: il bastione (o baluardo) a pianta pentagonale o romboidale, con lo spigolo esterno ad angolo molto acuto per offrire un fronte meno diretto al tiro nemico.

img3.gif   img4.gif    img5.gif

img6.gif   img7.gif  img8.gif

img9.gif   img10.gif   img11.gif

img12.gif  img13.gif    img15.gif

  img16.gif   img17.gif   img18.gif

  img19.gif   img21.gif   img22.gif


       

     

 

   

   

     


Fuori dalla cinta muraria una serie di fortezze garantiva la protezione dei baluardi più esposti e controllava il territorio esterno alla città.
Il Forte Gonzaga, costruito intorno al 1540-'45 su un robusto rilievo naturale conosciuto come Montepiselli, a circa 160 mt. sul livello del mare e a soli 500 mt. dai bastioni più esterni, sorvegliava l'accesso alla città dai Monti Peloritani attraverso la valle della fiumara di Camaro, costituendo inoltre un osservatorio naturale sullo Stretto, da Capo Peloro e Scilla a nord fino a Capo d'Armi a sud. Il Ferramolino e i suoi collaboratori concepirono un edificio sobrio ma poderoso; la forma vagamente stellata, costruita su due assi di diversa lunghezza, orientati più o meno in direzione sud-nord ed est-ovest, propone due fronti molto allungati - quasi due prospetti principali - caratterizzati verso il mare da un bastione romboidale fortemente autonomo e, verso valle, da un baluardo triangolare ad angolo quasi retto. Ai lati si innestano altri due baluardi per ogni fronte, spiccatamente protesi verso i pendii laterali della collina, in forte pendenza.
Il forte è rimasto in uso all'Esercito Italiano fino all'inizio degli anni '70 del '900 ed è poi stato ceduto al Comune di Messina;
oggi purtroppo fa parte dei gioielli messinesi che sono chiusi al pubblico e meriterebbe di essere valorizzato molto di più!!! [fonte delle notizie: delegazione F.A.I. - Messina]


By IT9ELT- COPYRIGHT GENNAIO 2016 - ALL RIGHTS RESERVED